
Alla vigilia del possibile, probabile, quasi certo ritorno di Silvio Berlusconi al potere, s'avanza nelle file del popolo di sinistra uno strano sentimento, racchiuso in una domanda: che cosa il Cavaliere può combinare di peggio rispetto all'ultimavolta? Prima della breve interruzione del governo Prodi, aveva governato per cinque anni. Un periodo nefasto per l'economia, dannoso per i conti pubblici, disastroso per la cultura. Pericoloso in politica estera, con il progressivo allontanamento dell'Europa e il ritorno del Paese al ruolo di colonia degli Usa, testimoniato dall'adesione da sudditi alla sciagurata avventura in Iraq.
In compenso, Berlusconi aveva stimato quasi tutti i suoi affari, messo sotto schiaffo la giustizia, cancellato i reati per cui era processato, consolidato il potere del gruppo e reso <
Nonostante l'evidente illegalità del sistema, confermato dell'ultima sentenza europea sul monopolio delle frequenze.
Quali altri danni può fare, allora, nei prossimi cinque anni? La risposta purtroppo è: molti, e molto più gravi. Questa è almeno l'opinione diffusa nei circoli economici europei. A partire da grandi organi d'informazione conservatori, come l'Economist e il Financial Times. Secondo i quali, il prossimo governo Berlusconi completerà l'opera d'isolamento dell'Italia rispetto all'Europa, fino alle estreme conseguenze. Compresa una, che sembra oggi fantascienza: l'uscita dall'area dell'euro.
La polemica contro la moneta unica, causa di tutti i mali, dell'aumento dei prezzi fino al carico fiscale, è stato il principale argomento degli ultimi due anni di Berlusconi al governo. Liberarsi dal vincolo esterno della Ue per il populismo della destra significherebbe mano libera nelle politiche fiscali, una bella pioggia assistenzialista da Prima Repubblica. Con il risultato a medio termine di uno tsunami economico, ma, in termini brevi, gli unici che interessano ormai, di un forte recupero consensi.
L'ideale per il populismo di Berlusconi sarebbe l'uscita dall'euro e la possibilità di tornare all'allegro indebitamento e alle svalutazioni selvagge. In teoria, l'accordo dell'euro non prevede vie d'uscita e ritorni alla moneta nazionale.
Ma in pratica, osservano i commentatori stranieri, l'Italia di Berlusconi potrebbe fare di tutto per farsi <
Alla fine di questa strada, per l'Italia ci sarebbe un poster dell'Argentina con Juan Peron che allarga le braccia, per darci il benvenuto in Sudamerica. Fantasie? Ossessioni antiberlusconiane della perfidia Albione? Chi vivrà vedrà.
Un articolo di Curzio Maltese
giovedì 14 febbraio 2008
Quanto ci costerebbe il ritorno del Cavaliere
Pubblicato da
DarkNoise
alle
09:07
0
commenti
Etichette: Informazione
mercoledì 13 febbraio 2008
Una politica da brividi
C'è chi si chiede ancora perchè cresce in Italia l'antipolitica?
Per la semplice ragione, direi, che i politici parlano della politica in modo indecente, si comportano in politica in modo indecente.
La Camera dei deputati al gran completo interrompe la miseranda e imbarazzante confessione del senatore Clemente Mastella con applausi scroscianti.
Che ha detto il senatore Mastella per suscitare simili entusiasmi? Ha detto che se la giustizia osa sfiorare un suo familiare, lui è prontissimo a far cadere il governo, a gettare il Paese in una crisi che potrebbe avere un esito disastroso per la democrazia. Ha detto che il sistema clientelare in cui è maestro, la spartizione tra amici e parenti del pubblico denaro, è la norma.
E non basta, in quasi tutti gli interventi nel governo Prodi, i deputati hanno fatto l'elogio dell'immoralità: rubare per far politica non è rubare, è un nobile servizio della sovranità popolare, è la più nobile e provvidenziale delle professioni.
Questo è stato l'argomento principe della difesa del presidente della regione siciliana Salvatore Cuffaro: ebbene si, io ho favorito un mafioso che mi procura dei voti, ma che c'è di male? Non è pacifico che così fan tutti?
All'esito della votazione, alla notizia che il governo Prodi era stato battuto da pochissimi voti di alcuni voltagabbana recidivi, tutti già noti per precedenti cambi di campo al miglior offerente, la tribuna dei vincitori si è scatenata come una plebe da circo massimo: vae victis, pollice verso, insulti, stappo di champagne, e un deputato ha persino ingurgitato una fetta di mortadella, come in un rito cannibalesco, per far capire che divorava il vinto e odiato Romano Prodi.
E se uno dei moderati non era stato gioco omicida, veniva insultato secondo il più omofobo e plebeo degli insulti: "Vecchia checca".
Lo spettacolo di questa rivincita del moderatismo italiano faceva venire i brividi, ricordava la ferocia della plebe napoletana nei giorni della restaurazione borbonica.
C'è ancora qualcuno che si chiede perchè nel Paese si è diffusa una forte delusione per la politica?
Le riprese televisive dell'assemblea parlamentare hanno documentato, in modo impietoso, qual è il livello culturale dei nostri onorevoli. Siamo ancora agli avvocati demagoghi delle cronache parlamentari del regno.
Nell'ora drammatica per il Paese, i nostri si compiacciono di citazioni in francese del tipo: après moi le dèluge, e le ripetono compiaciuti, le traducono per gli avversari ignoranti. Altro che i "giochini della politica" lamentati da Silvio Berlusconi. Urla, gesti, facce, linguaggio da angiporto, da lupanare da cui si può capire che la bestialità di certo tifo calcistico non è affatto un'eccezione, se gli onorevoli la ripetono in Parlamento.
Lo spettacolo è stato totalmente basso che per una volta persino la stampa al servizio dei padroni ha avuto il ritegno di applaudire. Del resto l'idea che i politici hanno della politica non sembra più esaltante.
La politica, diceva il deputato socialista Formica, è <<>>; in una versione meno cruda, il famoso sindaco radicale di Lione Herriot era solito dire :<<>>, l'andouillette è un tipo di salsiccia.
Così l'alta lezione di Machiavelli ha incoraggiato una gara di ladri e ignoranti.
Tratto da un articolo del famoso Giorgio Bocca
Pubblicato da
DarkNoise
alle
13:39
0
commenti
Etichette: Informazione
mercoledì 30 gennaio 2008
Rifiuti napoli situazione insostenibile
Ciao a tutti,
da oggi inuguro le sezione "Informazione" del blog. Con l'intento di comunicare le notizie più importanti di interesse nazionale ed internazionale.
Il primo articolo tratto da Peacelink.it.
Buongiorno Napoli
9 ottobre 2006 Vittorio Moccia
Respirate a pieni polmoni, eccoci a Napoli!
In queste ore la città, la sua periferia e la sua provincia hanno superato qualsiasi precedente record di insostenibilità.
Aria irrespirabile, roghi notturni, pericoli di epidemie, in taluni casi perfino viabilità compromessa.
Parliamo di un'emergenza lunga 12 anni, un commissariamento infruttuoso, che è riuscito soltanto a prolungare la lenta agonia del dramma rifiuti, sfociata nell'insostenibile disastro ambientale di queste ore e mai manifestatosi in precedenza con una simile drammaticità. Città e paesi invasi da cumuli di immondizia; spazzatura che deraglia per le strade, invade i portoni, appesta i quartieri. E' un inno di orripilante arte moderna, testimone di anni di amministrazione ottusa ed inetta della cosa pubblica, incapace di guardare un centimetro oltre, incapace di concepire un qualsiasi meccanismo virtuoso di raccolta, che fosse almeno l'ombra sfocata di quanto si riusciva a fare perfino a pochissime decine di chilometri da Napoli (parliamo di Mercato San Severino, paese simbolo del possibile ciclo "rifiuti zero").
Scende in campo la Protezione Civile, prova ad intervenire lì dove il commissariamento governativo del prefetto Corrado Catenacci ha fallito. Ma è un continuo rincorrere le emergenze, una ricerca estenuante di siti di stoccaggio, discariche il più delle volte abusive, sequestrate alla camorra e "regolarizzate"; o discariche temporanee, ma di un temporaneo che si trasforma spesso in definitivo. Alcune di esse servite nel passato al "Sistema" per riversare, tra i cumuli di immondizia, quintali di rifiuti tossici, come avvenuto ad esempio per Tufino, oggi contemplata tra le soluzioni per l'emergenza.
Riportiamo alcune foto che testimoniano il disastro. Siamo nelle zone "bene" di Napoli, nel quartiere Vomero-Arenella. Figurarsi il resto...
Montagne di sacchetti maleodoranti in cui si mischia di tutto: umido di ogni tipo, ferro, plastica, cartone, anche e perfino quando vicino ai bidoni si trovano le due campane per la plastica e il vetro, solitamente stracolme e dunque difficilmente alimentabili. E ancora: scarti del fioraio conditi da un pezzo di plastica marcato "Saratoga", elettrodomestici, parti di divano, bidoni di latta, basi di legno, pile esaurite, escrementi di animali e chissà quant'altro. Neppure il futuro ecomostro di Acerra potrebbe ingerire una simile mistura di generi da rifiuto.
Cause ed effetti si inseguono, partendo dagli atti di inciviltà ed ignoranza di chi non dimostra neppure un minimo di sensibilità per la propria terra per arrivare alle colpe amministrative, alla disinformazione dilagante, all'inettitudine governativa, al malaffare e all'incompetenza diffusi.
Eccolo li' il piccolo contenitore nero dei "residui organici": in Alto Adige ne usano uno per casa, qui a Napoli uno o due per via, giusto di fronte a fruttivendoli e fiorai, che ovviamente scaricano il "grosso" nei normali bidoni della spazzatura. Un terzo della spazzatura napoletana, che, se raccolto in differenziata, potrebbe essere immediatamente riciclato per produrre a prezzi ridicoli materiale compost, è lì, mischiato a tutto il resto e diventa, in queste ore, la principale possibile fonte di epidemie.
Ecco lì ancora i nuovi cinque bidoni colorati dell'ASIA: uno in fila all'altro, il nuovo "caso di test" di quartiere, uno per quartire, col quale si tenta di far credere che, sì insomma, qualcuno ci sta pur provando a differenziare. Mentre nei fatti si monta l'ennesimo alibi per l'indifferenziato.
Legno, metallo, plastica, mobili... manca sempre lui: l'umido.
Ma protestare non serve più.
Continuiamo a dire un NO convinto alla follia degli inceneritori, fonti incontrollabili di anidride carbonica, di diossina e, peggio sul peggio, di micidiali polveri sottili. Un no doppio se l'ipotesi è che questi ecomostri debbano essere edificati in terre come Acerra, recentemente dichiarata dal governo luogo in cui vige lo stato di emergenza, a causa delle spaventose concentrazioni di diossina, entrate "di diritto" in parte della catena alimentare campana.
E' indispensabile un nuovo e serio ciclo-rifiuti che parta dalla bonifica dei territori devastati dalle discariche abusive della camorra (la Campania ridotta a pattumiera d'Italia).
Bisogna strappare l'affare spazzatura dalle mani di consulenze multimilionarie, malavita organizzata e amministratori, nel migliore dei casi, incapaci: qualsiasi processo decisionale che riguardi aspetti di impatto ambientale deve coinvolgere i cittadini, le associazioni ambientaliste ed i comitati locali, secondo quanto richiesto dalle più recenti convenzioni europee.
Va realizzata in maniera convinta una vera filiera della raccolta differenziata, gestita col porta a porta, con incentivi fiscali per il cittadino e con controlli severi del territorio, aventi finalità di prevenzione e punizione intransigente degli abusi.
La raccolta differenziata va inoltre alimentata mediante una massiccia campagna educativa ed una pervasiva opera di sensibilizzazione, anche tramite gli istituti scolastici ed i mezzi di diffusione stampa.
Ridare insomma un volto umano ad una città e ad un territorio nel quale il dilemma spazzatura rappresenta oggi la punta dell'iceberg di problemi atavici ed ormai cronici che qualificano la regione Campania in maniera tanto negativa.
Pubblicato da
DarkNoise
alle
16:07
0
commenti
Etichette: Informazione